Un caro amico mi ha fatto questa caricatura.
Che alla prima occhiata qualche risata la strappa.
Ma arriva anche qualche riflessione…
Chi non ha avuto (o non avrebbe voluto avere!) un maestro o una maestra così? Quello che sembra osservare tutto con calma zen mentre intorno a te è il far west: cadute rovinose, capriole non richieste, schiaffoni metaforici (e a volte anche letterali…), e tu che ti domandi seriamente ‘Ma chi me l’ha fatto fare?!’
Eppure a pensarci bene, sono questi gli insegnanti che fanno la differenza.
Quelli che non mollano mai, perchè non credono solo in quello che fanno, ma sopratutto credono in te anche quando tu sei lì che non ci credi per niente.
Mi piace pensare che sia così in tanti contesti: non solo sul tatami o in palestra, ma anche al lavoro, nei progetti di squadra, nei momenti in cui si impara qualcosa di nuovo. Quei momenti in cui ti senti goffo, impacciato, fuori posto. Ma poi c’è qualcuno che ti guida, ti osserva con pazienza (o almeno ci prova), ti lascia sbagliare, ma non ti lascia solo.
I maestri migliori sono quelli che non devono dimostrare quanto sono bravi, non sbandierano il loro grado, sono lì stabili.
Alla fine, guardando questa vignetta, ho pensato: ma ora mi sto comportando come i maestri che ho avuto…
E sorrido da sola: mi rendo conto che grazie a loro sono arrivata fin qui.
e senz’altro devo ringraziare per quel sorriso (a volte anche ironico) che diceva sempre: ‘Tranquilla, un giorno capirai’.